La RSA San Giovanni di Scansano torna al centro del dibattito sul futuro dell'assistenza territoriale. Dopo le indiscrezioni su una possibile chiusura della struttura, Cgil, Fp Cgil e Spi Cgil di Grosseto chiedono un piano di rilancio che mantenga il presidio pubblico e valorizzi il ruolo sociosanitario svolto nel territorio.

L'attuale complesso si sviluppa su circa 3.500 metri quadrati e ospita non solo la RSA, ma anche una serie di servizi essenziali per la comunità: uffici amministrativi, punto prelievi, postazione del 118, assistenti sociali e servizio infermieristico domiciliare rivolto in particolare agli anziani.

La residenza sanitaria assistenziale dispone oggi di 25 posti letto, ridotti rispetto ai precedenti 35 a seguito degli adeguamenti richiesti dalla normativa antincendio introdotti nel 2022.

Le criticità della struttura

Secondo le organizzazioni sindacali, l'edificio necessita di importanti interventi di riqualificazione. Tra le problematiche evidenziate figurano l'assenza di impianti di climatizzazione, la necessità di ammodernare gli spazi e una situazione economica appesantita da un disavanzo stimato intorno ai 400 mila euro.

Per la Cgil, parte delle difficoltà finanziarie sarebbe riconducibile proprio alla riduzione dei posti disponibili, che avrebbe inciso sui ricavi della struttura.

In arrivo una nuova RSA da 48 posti

Accanto all'edificio storico è in fase avanzata di realizzazione una nuova RSA da 48 posti letto. Una prospettiva che, secondo il sindacato, non dovrebbe però tradursi automaticamente nella dismissione della struttura esistente.

L'ipotesi avanzata è quella di mantenere attivi entrambi gli immobili, valutando interventi di ristrutturazione o, se necessario, di ricostruzione, così da ampliare l'offerta complessiva di servizi per la popolazione anziana e fragile.

Casa di Comunità e nuovi servizi

Nel complesso attuale è inoltre prevista la realizzazione della futura Casa di Comunità Spoke prevista dalla programmazione regionale. Per Cgil, Fp Cgil e Spi Cgil il progetto dovrebbe procedere rapidamente, preservando la presenza dei servizi territoriali già attivi.

Tra le possibili destinazioni future vengono indicate attività riabilitative, nuovi servizi sociosanitari e formule innovative di cohousing dedicate agli over 65 autosufficienti o parzialmente autosufficienti, con alloggi indipendenti e spazi condivisi.

Un presidio per tutto il territorio

Le organizzazioni sindacali chiedono anche il coinvolgimento dell'amministrazione comunale nella ricerca di soluzioni in grado di garantire la sostenibilità della struttura. L'obiettivo, spiegano, è trasformare la RSA San Giovanni in un punto di riferimento non solo per Scansano ma per l'intero comprensorio, offrendo risposte alla crescente domanda di assistenza legata a cronicità, fragilità e non autosufficienza.

Secondo la Cgil, il mantenimento della struttura rappresenta una scelta di interesse pubblico anche in considerazione del fatto che le rette applicate agli ospiti risultano tra le più contenute dell'area provinciale.

Leggi anche:I VIP italiani non entrano nelle RSA: una scelta culturale prima che sanitaria