Non solo assistenza e farmaci. Alla Fondazione Don Carlo Gnocchi ETS di Milano il giardino si trasforma in uno strumento terapeutico quotidiano per favorire benessere, orientamento e qualità della vita degli anziani fragili e delle persone con demenza.

C'è un'idea semplice dietro uno dei progetti premiati agli Humanizing Health Awards 2026: riportare le persone all'aperto. Un gesto apparentemente banale che, nelle Rsa e nei nuclei Alzheimer, può fare una grande differenza.

Tra le iniziative premiate da Teva Italia con un contributo di 10mila euro figura infatti "Riappropriarsi degli spazi all'aperto, il giardino come cura", realizzato dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi ETS. Il progetto coinvolge 126 ospiti del nucleo Alzheimer e della RSA della struttura milanese e punta a trasformare il giardino in un ambiente terapeutico stabile, integrato nel percorso assistenziale.

L'obiettivo è superare la tradizionale concezione degli spazi esterni come semplici aree di svago. Il verde diventa invece parte della cura: un luogo in cui favorire movimento, socializzazione, stimolazione sensoriale e orientamento spazio-temporale, aspetti particolarmente importanti per le persone che convivono con deterioramento cognitivo e fragilità.

Numerosi studi internazionali hanno evidenziato come il contatto regolare con ambienti naturali possa contribuire a ridurre agitazione, apatia e isolamento sociale nelle persone con demenza, migliorando al tempo stesso il benessere percepito dei caregiver e degli operatori.

Il riconoscimento ricevuto agli Humanizing Health Awards conferma una tendenza sempre più evidente nel settore della long term care: la qualità della vita passa anche dalla progettazione degli ambienti. Giardini terapeutici, percorsi protetti, orti e spazi sensoriali non rappresentano un elemento accessorio dell'assistenza, ma possono diventare strumenti concreti per promuovere autonomia residua, relazioni e dignità della persona.

In un contesto in cui l'invecchiamento della popolazione impone nuove risposte assistenziali, esperienze come quella della Don Gnocchi ricordano che l'umanizzazione delle cure inizia spesso da interventi semplici: una panchina all'ombra, un percorso nel verde, la possibilità di tornare a vivere gli spazi esterni come parte della quotidianità.

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