Non si tratta soltanto di un laboratorio creativo, ma di un percorso che restituisce ruolo, utilità e relazioni alle persone anziane. A Livorno prende forma A mano a mano, il progetto promosso dal gruppo di volontarie Le Bimbe Riusano con il sostegno dell'Azienda USL Toscana nord ovest e del Comune, nato per coinvolgere direttamente le ospiti delle Rsa in attività manuali basate sul riuso dei materiali.

L'iniziativa, avviata negli spazi della nuova Casa della Comunità di Livorno Est, nel quartiere Salviano, coinvolge le residenti delle strutture comunali Passaponti, Villa Serena/Pascoli e Coteto. Fino al 26 novembre, ogni settimana, stoffe, trapunte e altri materiali destinati allo scarto verranno trasformati in strumenti di gioco e socializzazione.

Il progetto punta a valorizzare le capacità delle persone anziane, che non partecipano semplicemente a un'attività pensata per loro, ma diventano protagoniste attive di un processo creativo destinato a generare benefici per altri. Memory, domino, filo filetto e percorsi tattili con le impronte delle mani nasceranno infatti dal lavoro delle partecipanti e saranno successivamente donati ad altre residenze del territorio. Hanno già aderito Villa Sant'Angela, Gamerra e Villa del Colle, mentre ulteriori strutture potrebbero unirsi nelle prossime settimane.

Accanto al valore relazionale, emerge anche quello ambientale. Tutti i manufatti vengono realizzati esclusivamente con materiali recuperati messi a disposizione dalla cittadinanza, secondo una filosofia che unisce sostenibilità e inclusione sociale. La lavorazione manuale diventa così un'occasione per stimolare memoria, coordinazione, manualità e capacità relazionali, aspetti fondamentali per il benessere delle persone accolte nelle strutture residenziali.

L'iniziativa rappresenta inoltre un esempio concreto di collaborazione tra servizi sociosanitari, amministrazione comunale e volontariato. La Casa della Comunità si conferma uno spazio aperto all'incontro e alla partecipazione, capace di mettere in rete istituzioni, associazioni e cittadini. Un modello semplice ma significativo, che dimostra come anche un gioco realizzato con materiali recuperati possa trasformarsi in uno strumento di inclusione, scambio e dignità, rafforzando i legami tra le persone e il territorio.

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