In Italia sono oltre 12 milioni gli adulti che prestano aiuto gratuito a familiari, parenti o amici. Tra questi, 4,4 milioni sono caregiver conviventi, impegnati ogni giorno nell'assistenza diretta di una persona fragile. Un esercito silenzioso che sostiene il sistema di cura nazionale e che, nel contesto oncologico, affronta un carico fisico, emotivo ed economico spesso prolungato nel tempo.

La ricorrenza della Giornata del Caregiver, celebrata oggi, arriva mentre alla Camera dei Deputati è in discussione il disegno di legge A.C. 2789, dedicato al riconoscimento e alla tutela di chi assiste un proprio caro. Un passaggio normativo atteso da anni, che punta a definire diritti, sostegni e misure concrete per una figura che, come ricordano gli oncologi, rischia di diventare “il secondo paziente”.

In questo quadro l'Istituto Nazionale Oncologico Candiolo (INOC) aderisce alla Giornata con un evento aperto a caregiver, pazienti, associazioni e cittadini. L'iniziativa, coordinata dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta, propone sessioni divulgative, testimonianze, casi clinici e momenti di confronto con professionisti sanitari, con l'obiettivo di offrire strumenti pratici e occasioni di sostegno.

"Prestare assistenza oncologica significa riorganizzare la vita familiare, gestire terapie complesse a domicilio, affrontare paure e rischiare il burnout emotivo", osserva Massimo Aglietta, coordinatore della Rete Oncologica e consulente oncologo di INOC. "Il caregiver è un partner del percorso terapeutico. Ma chi assiste ha bisogno di tutele e risposte concrete. Prendersi cura di chi cura è un dovere etico e clinico".

Durante l'incontro si farà il punto sul quadro normativo nazionale e regionale, alternando sessioni interattive su comunicazione efficace e prevenzione dello stress a casi clinici reali che coinvolgeranno medici, infermieri, psicologi e caregiver.

INOC porta all'evento un'esperienza ventennale di accoglienza e assistenza integrata. "Dal 2003 è attivo il progetto Protezione Famiglie Fragili, una rete sinergica con servizi sociali e associazioni per sostenere i nuclei più vulnerabili colpiti dal tumore", spiega Piero Fenu, direttore sanitario dell'Istituto. A questo si affiancano i servizi del programma Candiolo Cares, sostenuto dalla Fondazione Allegra Agnelli, che offre percorsi di sollievo e supporto psicologico: sportelli d'ascolto, pronto soccorso psicologico, sessioni di mindfulness.

L'approccio integrato riflette una visione in cui la qualità di vita del nucleo familiare diventa parte dell'efficacia delle cure. "Integrare eccellenza clinica e medicina umanizzata è l'unica strada", conclude Aglietta. "Una rete forte tra ospedale, territorio e famiglie è essenziale per garantire un'assistenza completa e sostenibile".

Leggi anche:America senza mani: le RSA perdono i caregiver che le tengono in piedi