Il sistema dell'assistenza agli anziani in Lombardia e, nello specifico, nel territorio di Monza e della Brianza, attraversa una fase di criticità strutturale. Il divario tra il costo reale della cura e il potere d'acquisto delle famiglie sta raggiungendo livelli limite, mettendo a dura prova sia la tenuta delle residenze sanitarie assistenziali (RSA) sia il mercato dell'assistenza domiciliare.
Il divario economico: pensioni vs rette
Il quadro delineato dai dati locali evidenzia una sproporzione evidente:
Pensioni medie: Attorno ai 1.300 euro mensili per i pensionati dell'area.
Rette delle strutture (RSA): Picchi fino a 4.000 euro al mese per garantire un'assistenza residenziale qualificata.
Costo dell'assistenza domiciliare: Un impegno economico notevole tra retribuzioni, contributi e oneri fiscali.
Di fronte a cifre che superano nettamente le entrate medie della terza età, le famiglie si trovano spesso in un vicolo cieco. La RSA, pur garantendo cure mediche e infermieristiche costanti, diventa una soluzione economicamente proibitiva senza il supporto di consistenti risparmi o di integrazioni pubbliche.
Il cortocircuito del lavoro regolare e il sommerso
Un altro nodo centrale riguarda il mercato delle badanti. L'impossibilità per le famiglie - che pure operano a tutti gli effetti come datori di lavoro - di portare in deduzione i costi del personale (a differenza di quanto avviene per le imprese) crea una distorsione grave.
Come evidenziato da Caterina Danese (Assindatcolf nazionale), questo squilibrio fiscale finisce per penalizzare chi sceglie la via della legalità. Il risultato è la diffusione preoccupante di contratti irregolari, "grigi" o di lavoro sommerso, alimentati dalla necessità di tagliare i costi di gestione.
Quali prospettive per il settore socio-sanitario?
La situazione di Monza e Brianza rappresenta lo specchio di una criticità nazionale. Senza una riforma strutturale che introduca sgravi fiscali reali per le famiglie e un potenziamento dei fondi per la non autosufficienza, il rischio è duplice: da un lato l'esclusione di fasce crescenti di popolazione dai servizi residenziali di qualità, dall'altro la precarizzazione del lavoro di cura.
Per i gestori delle RSA e gli operatori del settore, la sfida futura sarà quella di dialogare con le istituzioni per ripensare il welfare territoriale, rendendo la retta alberghiera e sanitaria più sostenibile e integrata con il tessuto sociale.
Quali strategie ritiene più urgenti per alleggerire il carico economico sulle famiglie che scelgono la retta in RSA?