Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) italiane sono il presidio quotidiano per oltre 300.000 anziani non autosufficienti, ma restano il punto più fragile del welfare nazionale. Secondo l'analisi di Pro Sanità, il sistema è sottodimensionato e sottofinanziato, con una disponibilità di posti letto tra le più basse d'Europa e una spesa pro capite che non regge il confronto con i paesi OCSE .

Un divario strutturale

Nel Mezzogiorno la carenza di strutture è quasi totale, mentre al Nord le liste d'attesa superano i dodici mesi. La spesa pubblica per l'assistenza residenziale è una frazione di quella destinata agli ospedali, generando ricoveri impropri: ogni anno circa 4,5 milioni di giornate di degenza riguardano anziani che non avrebbero più bisogno di cure acute ma non trovano posto in RSA .

Il lavoro sommerso che regge il sistema

Dietro la crisi finanziaria si nasconde un'altra emergenza: il care gap. In Italia operano circa 1,2 milioni di badanti, in larga parte irregolari, senza contributi né tutele . Molte di loro vivono nel Paese da decenni, assistono quotidianamente gli anziani più fragili e, paradossalmente, non sono riconosciute dal sistema che sostengono. È un welfare parallelo, invisibile, che garantisce la sopravvivenza dell'assistenza ma scarica i costi sul futuro Questo fenomeno crea una situazione paradossale: il sistema italiano conta, per la sopravvivenza dell'assistenza quotidi....

Le proposte ignorate

Le associazioni del settore chiedono da anni una quota costituzionalmente vincolata per le cure di lungo termine, l'inclusione delle RSA nel Decreto 77 sull'assistenza territoriale e un piano di emersione del lavoro nero con percorsi di regolarizzazione e contributi arretrati . Ma le risorse del PNRR sono state dirottate altrove, verso case e ospedali di comunità, lasciando il comparto residenziale senza investimenti .

Un diritto costituzionale disatteso

L'articolo 32 della Costituzione garantisce il diritto alla salute per tutta la vita, anche nella vecchiaia. Eppure, migliaia di anziani restano in lista d'attesa per mesi o anni, o vengono ricoverati impropriamente in ospedale. È una violazione silenziosa di un diritto fondamentale, che si consuma ogni giorno dietro le porte delle RSA italiane .