A Cascina, nella sede dell'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Centro Residenziale Matteo Remaggi, è stata posata la prima pietra del progetto Acqua e Disabilità: una piscina terapeutica pensata per chi non è autosufficiente, per chi ha bisogno di riabilitazione, movimento assistito, idrokinesiterapia. Un'infrastruttura che nasce dentro la RSA, ma che non resterà chiusa dentro le sue mura.
La struttura, una volta completata, sarà infatti aperta anche agli utenti esterni, con l'obiettivo di colmare un vuoto evidente nell'area pisana: un servizio di terapia in acqua che oggi non esiste e che può diventare un punto di riferimento per disabilità e fragilità motorie.
Alla cerimonia erano presenti amministratori locali, Provincia, consiglieri regionali, la senatrice Ylenia Zambito, il presidente dell'APSP Giuseppe Cecchi. Tutti hanno definito l'iniziativa come l'avvio concreto di un percorso costruito nel tempo, pensato per la comunità e non solo per la residenza.
Il sindaco Michelangelo Betti ha parlato di un passaggio importante per i servizi dell'Area Pisana, un tassello che amplia la capacità del territorio di rispondere ai bisogni delle persone fragili. Cecchi ha ricordato che il progetto è il risultato di un lavoro lungo, ora finalmente operativo.
La Fondazione Pisa sostiene l'intervento: il suo rappresentante, Pascal Biver, ha sottolineato l'attesa per una struttura che possa dare una risposta reale a un bisogno rimasto scoperto. La piscina terapeutica punta a diventare uno spazio dedicato alla cura, al movimento, al recupero dell'autonomia, aperto agli ospiti del Remaggi e ai cittadini.
Un tassello che si inserisce nel percorso di ampliamento dei servizi per la non autosufficienza e la disabilità nell'area pisana. Un'infrastruttura che prova a trasformare un'assenza in una possibilità.