Nel sistema delle RSA italiane la questione degli ausili sanitari di base continua a generare fraintendimenti che si trasformano in costi aggiuntivi per le famiglie. Pannoloni, traverse, presidi assorbenti: chi deve fornirli quando un anziano entra in struttura? La risposta ufficiale è chiara, la pratica molto meno.

Nelle RSA accreditate e convenzionate la quota sanitaria finanziata da Regione e ASL dovrebbe coprire tutto ciò che serve alla gestione dell'incontinenza. Non è un servizio accessorio, ma parte integrante dell'assistenza sanitaria quotidiana. In teoria la fornitura è a carico della struttura, perché l'ASL non consegna ausili al singolo ospite: finanzia la RSA affinché lo faccia. Eppure molti contratti inseriscono clausole che escludono i presidi assorbenti, scaricando il costo sulle famiglie. È una zona grigia che permette alle RSA di comportarsi come strutture private pur ricevendo fondi pubblici. Il risultato è un doppio pagamento: la Regione copre la quota sanitaria, la famiglia compra gli ausili o attiva la fornitura ASL come se l'anziano vivesse a casa.

Nelle RSA private non accreditate la dinamica è più lineare. La struttura offre solo la retta alberghiera e non ha obblighi di fornitura sanitaria. In questo caso la famiglia deve rivolgersi all'ASL con prescrizione del medico di base e attivare la fornitura per invalidità o non autosufficienza. Nessuna ambiguità, nessuna sovrapposizione.

Il nodo vero è la trasparenza contrattuale nelle strutture accreditate. La discrepanza tra ciò che la quota sanitaria dovrebbe coprire e ciò che viene effettivamente fornito crea un cortocircuito amministrativo che pesa sulle famiglie e altera la logica del finanziamento pubblico. Una norma minima basterebbe a chiudere la questione: nelle RSA accreditate gli ausili sanitari di base devono essere inclusi, senza eccezioni e senza voci “extra”. Finché questo non accadrà, la domanda continuerà a rimbalzare tra sportelli, direzioni e parenti: chi deve fornire i pannoloni? Oggi, troppo spesso, non lo decide la legge ma il contratto.

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