A Palazzo Chigi si è riunito il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (Cipa), presieduto dal Viceministro Maria Teresa Bellucci. È qui che il Governo ha compiuto uno dei passi più significativi degli ultimi anni nel campo della non autosufficienza: l'approvazione del primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza. Un intervento che, per dimensione e ambizione, segna un cambio di paradigma nella gestione dell'invecchiamento in Italia.

Il Piano, finanziato con oltre 1,5 miliardi di euro nel triennio 2025/2027, punta a rafforzare l'assistenza domiciliare, semplificare l'accesso ai servizi e potenziare il personale sociosanitario. È uno dei pilastri del “Patto per la Terza Età”, previsto dalla legge delega 33/2023, e si rivolge agli anziani non autosufficienti con più di 70 anni e alle loro famiglie, spesso lasciate sole a gestire carichi di cura sempre più complessi.

La novità più rilevante riguarda la costruzione di un modello di presa in carico completamente rinnovato. Il fulcro saranno i Punti Unici di Accesso (PUA) nelle Case di Comunità: sportelli dedicati dove l'anziano potrà rivolgersi, essere valutato da un'équipe multidisciplinare e ricevere un Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI). Non più frammentazione tra servizi sanitari e sociali, ma un percorso unico, coordinato, continuativo, che definisce obiettivi, interventi e figure professionali coinvolte. È un tentativo di superare la storica disomogeneità territoriale e la complessità burocratica che per anni hanno ostacolato l'accesso alle cure.

Il Ministro Marina Calderone ha sottolineato come l'Italia, uno dei Paesi più longevi al mondo, non possa più permettersi un sistema di assistenza che rincorre l'emergenza. L'aumento della popolazione anziana impone politiche strutturali, capaci di accompagnare l'invecchiamento con servizi adeguati e un sostegno reale alle famiglie. Bellucci, nel giorno della Festa dei Nonni, ha parlato di un passo decisivo nella riforma delle politiche per gli anziani, evidenziando come il Piano sia frutto di un processo partecipato che ha coinvolto sindacati, Terzo Settore, professionisti e comunità scientifiche.

Accanto al Piano, il Cipa ha approvato anche le Linee guida sul Senior Cohousing e sul Cohousing intergenerazionale, un tassello che guarda al futuro dell'abitare. L'obiettivo è promuovere modelli di vita condivisa che contrastino solitudine e isolamento, due tra le fragilità più diffuse nella popolazione anziana. Non solo assistenza, dunque, ma anche nuove forme di comunità.

Il quadro che emerge è quello di un'Italia che prova finalmente a costruire una politica organica per la terza età. Resta da capire come le Regioni recepiranno il Piano, quali tempi di attuazione saranno realistici e se le risorse stanziate basteranno a colmare anni di ritardi. Ma il segnale politico è chiaro: l'invecchiamento non è più un tema da gestire ai margini, è una questione centrale per il futuro del Paese.

Leggi anche:La voce che non si vede: il lavoro silenzioso dei logopedisti