Le chiamano ancora piaghe da decubito, ma il termine corretto è lesioni da pressione. Per le RSA rappresentano una delle contestazioni più frequenti da parte delle famiglie. Quando compaiono, la domanda è quasi sempre la stessa: qualcuno ha sbagliato?
La risposta è meno scontata di quanto si creda.
Gli ospiti delle residenze per anziani sono spesso molto fragili, allettati, malnutriti o affetti da patologie che compromettono la circolazione e la capacità dei tessuti di rigenerarsi. In queste condizioni una lesione può comparire anche in presenza di cure corrette e di un'assistenza attenta.
È proprio su questo punto che si concentra la giurisprudenza.
Con l'ordinanza n. 1166 del 2026, la Corte di Cassazione ha ricordato che non basta sostenere che una lesione fosse già presente all'ingresso del paziente. Ciò che conta è verificare se, dopo la presa in carico, siano state adottate tutte le misure necessarie per impedirne il peggioramento. In altre parole, la responsabilità può nascere non tanto dalla presenza della lesione, quanto dalla mancata gestione del rischio.
Un principio già emerso nella sentenza n. 23164 del 2018, dove la Cassazione ha esaminato il caso di un paziente che aveva sviluppato una grave lesione durante il ricovero. Anche in quell'occasione i giudici hanno concentrato l'attenzione non sulla lesione in sé, ma sulla qualità dell'assistenza prestata e sulle misure preventive effettivamente adottate.
Ecco perché, nelle aule di tribunale, il vero protagonista è quasi sempre la documentazione. I consulenti nominati dal giudice verificano se il rischio sia stato valutato, se i cambi posturali siano stati eseguiti e registrati, se siano stati utilizzati presidi antidecubito e se il monitoraggio infermieristico sia stato costante e tracciabile.
Quando questi elementi esistono e risultano coerenti, la RSA può dimostrare di aver operato correttamente anche se la lesione si è manifestata. Quando invece mancano annotazioni, valutazioni o prove delle attività svolte, la posizione della struttura si indebolisce rapidamente.
La lezione è semplice. Una lesione da pressione non è automaticamente sinonimo di cattiva assistenza. Tuttavia, per una RSA, la migliore difesa non nasce in tribunale ma nella quotidianità: dalla prevenzione, dalla formazione del personale e dalla qualità della documentazione clinica e assistenziale.
Perché, come ricordano le sentenze, la differenza tra una complicanza inevitabile e una responsabilità accertata passa spesso da ciò che è stato fatto. E soprattutto da ciò che è stato scritto.
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