Pierina, Vasco, Norma, Mauro: nomi che a Montalcino raccontano una storia semplice e bella. Nella Rsa del paese, gestita dal Consorzio Zenit, gli ospiti hanno trasformato il giardino e la grande terrazza in un piccolo mondo agricolo, fatto di insalata, zucchine, pomodori e soprattutto basilico. Da quelle piante, curate giorno dopo giorno, è nato un pesto che ha profumato la cucina e la sala da pranzo della struttura.
Il progetto è cresciuto quasi da solo. Il caldo dell'estate ha messo a dura prova fiori e ortaggi, ma il basilico ha resistito. Alcuni ospiti lo hanno raccolto, altri - quelli che non possono muoversi con facilità - hanno sfogliato le foglie una a una, seduti al tavolo, ritrovando gesti che appartenevano alla loro vita di un tempo. In cucina, poi, il basilico è diventato pesto: un rito collettivo, un lavoro condiviso, un sapore che parla di memoria.
La direttrice, Shamol Erattaniyil Joseph, lo racconta con naturalezza: il contatto con la natura riattiva i sensi, calma l'ansia, migliora l'umore. Ma soprattutto restituisce agli anziani un frammento di quotidianità, un gesto che riconoscono e che li fa sentire capaci, presenti, utili. Vedere crescere una pianta, raccoglierla, portarla a tavola: è un percorso che aumenta l'autostima e rende più ricche le giornate.
Il Consorzio Zenit, che dal 2013 gestisce la Rsa, lavora in tutta la Toscana nei servizi socioeducativi e sociosanitari. A Montalcino ha dimostrato che un orto può essere molto più di un'attività ricreativa: può diventare un ponte tra passato e presente, un modo per restituire agli ospiti un pezzo della loro identità.
E così, in una mattina qualunque, un piatto di pasta al pesto preparato con il basilico del loro orto diventa una piccola festa. Un profumo che riempie la sala, un sapore che riporta a casa. Un modo semplice, concreto, per ricordare che la cura passa anche da qui.
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