A Pinzolo, nel cuore del Trentino, l'Alzheimer Fest apre la sua decima edizione con un messaggio semplice e radicale: attorno al malato serve una comunità, non solo una diagnosi. È qui che si ritrovano persone con demenza, familiari - i “curacari” - operatori, volontari. Una costellazione di cura che prova a tenere insieme ciò che la memoria allenta.
In provincia sono oltre 10.700 le persone che convivono con una forma di demenza, 200 con esordio precoce. A queste si aggiungono 8.800 cittadini con disturbo cognitivo lieve. Numeri che non dicono tutto: dietro ci sono case, fatiche, routine che si spezzano, gesti d'amore che diventano infrastruttura quotidiana.
Nel parco Ciclamino, l'assessore alla salute Mario Tonina lo dice senza giri di parole: le demenze sono una delle sfide più dure del nostro tempo. Non solo sanitaria: sociale, culturale, comunitaria. “Dietro i numeri ci sono vite, paure, sforzi immensi. Ma anche cura. E come comunità dobbiamo sentirci impegnati”.
Tonina rivendica una rete costruita negli anni: prevenzione, diagnosi tempestiva, Centri per i disturbi cognitivi, RSA, medici di base, associazioni Alzheimer, servizi sociali delle Comunità di Valle, Spazio Argento. Una filiera che funziona solo se la comunità non si tira indietro. “Nessuno deve sentirsi solo di fronte alla malattia”, dice ai caregiver, ai volontari, ai familiari. Il loro lavoro silenzioso è la colonna portante.
Silvano Stefani, presidente di “Accogliamo l'Alzheimer”, ricorda che da quest'anno l'Alzheimer Fest diventa appuntamento annuale, a rotazione tra le quattro associazioni trentine, come previsto dal Piano provinciale demenze. Dopo Levico Terme nel 2018 e nel 2024, ora tocca a Pinzolo. E il messaggio resta lo stesso: la demenza non si affronta da soli. Si affronta insieme.