Nelle stanze della Rsa del Santuario, per alcuni giorni, l'aria è cambiata. Il corridoio ha smesso di essere un luogo di passaggio e si è trasformato in un atelier: fili, resine, mani lente, racconti che riaffiorano. Un laboratorio che ha portato gli ospiti della struttura a firmare un'opera esposta oggi in Pinacoteca, dentro la quarta edizione di Connexxion - Elegia della Fragilità .
"Siamo orgogliosi di aver creato un'opera che venga esposta in un museo, a disposizione della città, di cui ci sentiamo ancora parte attiva" dicono gli anziani del Santuario . Parole semplici, ma che incrinano una narrazione: quella che vuole le Rsa come luoghi chiusi, separati, invisibili.
Il rito del bozzolo
Il progetto “Moire”, guidato dalla scultrice Martina Fontana, ha coinvolto gli ospiti in un rito collettivo di tessitura e memoria: due giorni di lavoro, ricordi, gesti lenti, competenze che riaffiorano come vene sotto pelle . Il risultato è Cocoon: un bozzolo grande abbastanza da contenere un essere umano, costruito intrecciando materiali e biografie .
C'è chi ha partecipato in sedia a rotelle, chi con altre fragilità, chi è tornato più volte per divertimento o per mettere a disposizione un sapere tecnico: Mauro, per esempio, che per una vita ha costruito tavole da surf e conosce le resine come pochi .
Fontana lo racconta così: "Per alcuni giorni siamo stati tutti insieme, come in un grande rito, dedicati alla tessitura del bozzolo. Un ritmo lento, come i momenti collettivi nei cortili dei palazzi" .
Rsa aperte, non recinti
Opere Sociali e Opere Sociali Servizi rivendicano il senso del progetto: strutture sociosanitarie che non si limitano all'assistenza, ma diventano luoghi di benessere, capaci di offrire esperienze nuove anche in età avanzata .
"I nostri ospiti ci hanno messo le mani, la fantasia e anche qualche buona idea" sottolinea l'amministratore unico Lorena Rambaudi . Non spettatori, ma protagonisti: l'opera esce dalla Rsa, attraversa la città, si mostra al pubblico. Un gesto politico, prima ancora che artistico.
La città che accoglie la fragilità
Elegia della Fragilità abita diversi luoghi di Savona: Pinacoteca civica, Villa Cambiaso, l'ex carcere Sant'Agostino . Un festival diffuso che mette in scena la vulnerabilità come materia viva, non come condizione da nascondere.
Il bozzolo degli anziani del Santuario resterà in Pinacoteca fino a sabato . Un oggetto che non chiede pietà, ma attenzione: un segno che ricorda alla città che la fragilità non è un altrove, ma una parte della sua stessa trama.