Quest'anno la Regione Liguria sposta il baricentro della campagna antinfluenzale sulle RSA e sugli over 65, trattando le strutture di cura come il primo fronte della prevenzione. L'obiettivo dichiarato è semplice: proteggere i più fragili prima che il virus circoli, con un'offerta vaccinale costruita “come dal sarto”, calibrata su età, comorbidità e livello di rischio.
"Abbiamo cercato di rendere l'offerta sempre più mirata, individuando il vaccino più appropriato per ogni fascia e condizione", spiega l'assessore Icardi. Per i soggetti a rischio, la Liguria amplia l'uso del vaccino potenziato già dai 50 anni, una scelta che punta a ridurre ricoveri e complicanze nelle fasce che più spesso finiscono in RSA o nei servizi di lungodegenza.
Barbara Rebesco, direttrice delle Politiche del farmaco, insiste sulla macchina organizzativa: clinici, medici di medicina generale, pediatri, punti nascita, servizi di prevenzione, farmacisti, Suar, provveditorati. "Un lavoro di squadra che ci permette di partire presto e in modo coordinato, sia con l'antinfluenzale sia con l'immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale. Continuità e disponibilità sono la chiave per proteggere gli ospiti delle RSA".
Il dato della scorsa stagione è il vero argomento: 6.637 somministrazioni contro il virus respiratorio sinciziale, con una copertura che ha superato il 91% (e il 96% nei nati in stagione). L'impatto clinico è stato netto: crollo dei casi di bronchiolite e dei ricoveri, un sollievo per reparti pediatrici e servizi territoriali.
"La prevenzione incide davvero sulla salute dei bambini e sulla pressione sui nostri servizi sanitari", conclude Nicolò. "E nelle RSA vale lo stesso principio: proteggere prima significa evitare complicanze, accessi in pronto soccorso, trasferimenti inutili. Anche quest'anno vogliamo garantire una protezione tempestiva agli ospiti più esposti".